spacer.png, 0 kB

I CD Musicarte Label li trovi a Cremona da La CartoMusica ed a Milano da Bottega Discantica, anche online 

 cd1  cd2

Oppure li puoi scaricare in formato mp3 dai siti  iTunes   Amazon  Napster Rhapsody...

La distribuzione online in tutto il mondo dei nostri CD è curata da deliveryourmusic

recensione del cd Quartiron sul trimestrale "seicorde"

 

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow Appuntamenti
Appuntamenti Musicarte
Indice articolo
Appuntamenti Musicarte
Pagina 2
Pagina 3
 

 

 

 

RisuonArte. L'eco dei luoghi
domenica 2 novembre 2014
Lodi, Museo della Stampa, via della Costa 4

 

museo

 

Alle ore 16 visita guidata al Museo della stampa

  

Alle ore 17.00 lettura-concerto: 

LA FIGURAZIONE DELL'INVISIBILE
Omaggio a Franchino Gaffurio

Lonardi, Fusco, Piantelli

LAUS CONCENTUS

Renata Fusco, voce

Massimo Lonardi, liuto

Maurizio Piantelli, liuto basso

 

luciano   dario

Luciano Pagetti e Dario Leone, voci recitanti

  regia di  Piera Rossi

Musiche di:

Leonardo da Vinci (1452-1519), Marco Cara (sec.XV-dopo il 1525), Joan Ambrosio Dalza (secc. XV), Josquin Desprez  (1450-1521), Pietro da Lodi (fine XV - prima metà XVI sec.), Franchino Gaffurio (Lodi, 14 gennaio 1451 – Milano, 24 giugno 1522), Peregrinus Cesena (secc. XV-XVI), Bartolomeo Tromboncino (1470 ca.-dopo il 1535), Francesco da Milano  (Monza, 18 agosto 1497 – Milano, 15 aprile 1543)  

 

 Testi di Laura Pietrantoni

 

La figurazione dell’invisibile - La musica del tempo di Leonardo

“Il poeta resta, in quanto alla figurazione delle cose corporee, molto indietro al pittore, e delle cose invisibili rimane indietro al musico”. Così Leonardo si esprime nel suo Trattato della Pittura: se la Pittura quindi eccelle nella figurazione delle cose corporee, visibili e tangibili, la Musica domina nella figurazione delle cose invisibili mentre alla Poesia è lasciato il primato nel rendere le parole e i discorsi degli uomini. E ancora scrive: “la musica è sorella della pittura, ma una sorella minore e infelice perché svanisce di volta in volta”. L’opposizione fra corporeo e invisibile è determinata dall’ambito d’azione dei due sensi, la vista e l’udito: la Musica, dice Leonardo, è “subietta dell’udito, secondo senso all’occhio” e la sua inferiorità rispetto alla Pittura corrisponde alla gerarchia dei sensi che riconosce il primato dell’occhio. La Musica dunque eccelle nel rendere la bellezza dei suoni e delle voci.  

gaffurio ?

Ciò che probabilmente affascinava di più lo scienziato era la speculazione teorica sull’arte musicale e che bene si inseriva nella straordinaria vitalità del pensiero rinascimentale: basti pensare ai trattati di Gaffurio sulle proporzioni o agli arditi contrappunti delle composizioni di Josquin des Près, per citare solo alcuni dei musicisti che sicuramente Leonardo conobbe e con cui si confrontò.
Presso la corte degli Sforza la musica assumeva una grandissima importanza e i cantori e i musicisti ammessi a corte godevano del massimo prestigio. Nel 1471 Galeazzo Maria aveva fondato una cappella musicale di grandissimo rilievo affidata al fiammingo Gaspard van Werbecke; nel 1474 vi fanno già parte quaranta persone sotto la direzione di Antonio Guinati, diciotto “de camera” e ventidue “de cappella”.  Fra i musicisti più noti vi sarà appunto quel Josquin des Près a cui sembra appartenere il bellissimo ritratto conservato all’Ambrosiana con la dizione Ritratto di musico di scuola leonardesca e Franchino Gaffurio, altro possibile protagonista del suddetto ritratto, che nel 1484 era maestro di cappella del duomo di Milano e nel 1492 docente di musica sotto Ludovico il Moro.               (Laura Pietrantoni)


 

 

 

RisuonArte. L'eco dei luoghi
domenica 19 ottobre 2014, ore 17
Museo Archinti, viale Pavia 28
 guareschi1.jpg

con

Ferruccio Filipazzi, voce recitante

Riccardo Ristori, canto

Maurizio Piantelli, chitarra e percussioni

Walter Pandini, sax

Luca Consolandi, fisarmonica

 

Musiche composte da Arturo Coppola

e altri canti dei deportati nei lager

 

 Testi di Giovannino Guareschi

con una poesia di Roberto Rebora 

 

Disegni dello stesso Guareschi e di Giuseppe Novello,

suo compagno di prigionia.

 

guareschi2

Testi tratti dal Diario Clandestino di Giovannino Guareschi
Dedicata "Ai miei compagni che non tornarono", l'opera ha una caratteristica unica: è stata interamente pensata e scritta, tranne l'Appendice, durante la prigionia dell'autore nel campo di concentramento di Sandbostel. Molto spesso brani del diario, dal tono a tratti umoristico a tratti commovente, venivano letti direttamente da Guareschi ai compagni di prigionia.
Dopo la liberazione ad opera degli inglesi, Guareschi riuscì a portare a casa i suoi magri quadernetti e a farli pubblicare da Rizzoli nel 1949. La copertina, che raffigura un malinconico soldato italiano con le fattezze dell'autore, è stata disegnata dallo stesso Guareschi.
La storia degli Internati Militari Italiani è una di quelle rimasta per anni nascosta nelle pieghe di quegli anni drammatici.
Con la pubblicazione dei suoi scritti dal lager volle, in qualche modo, dare voce ad essi, strappandoli dal colpevole dimenticatoio in cui finirono, sia durante la prigionia che una volta tornati a casa.
L’uomo, secondo Guareschi, quando è ha posto con la propria coscienza, non ha paura di nulla e nulla ha da temere. Può essere piegato dalla violenza e dalle privazioni, ma nel suo animo resterà sempre in piedi e sempre libero. Guareschi in quei giorni tragici non cedette, né materialmente né, soprattutto, spiritualmente.
   (Laura Pietrantoni, 2010)

 

 
RisuonArte. L'eco dei luoghi
sabato 20 settembre 2014, ore 21
Fondazione Maria Cosway, Sala della musica
(Lodi, via Gorini 6. Ingresso da Piazza Zaninelli)

  

MUSICA NEL SALOTTO DI THOMAS JEFFERSON
Omaggio a Maria Cosway
ArpArla
Duo ArParla
Davide Montiviolino
Maria Christina Cleary, arpa classica a movimento semplice

 

lorena
Lorena Noceravoce recitante

 

A. CORELLI (1653 – 1713) Sonata 10 op. V in F-Dur (1700)

Preludio, Alemanda, Sarabanda, Gavotta, Giga

 

G.TARTINI (1692 – 1770)  L'arte del arco (1758)

Variations on Corelli's Gavotta

 

J.B. KRUMPHOLTZ (1747 – 1790) Sonata Op. 1

 

M. COSWAY (1760 – 1838) Sonate pour le Clavecin, avec un Violon

Andantino, Allegretto

- - -

C. BALBASTRE  (1724 – 1799) Pieces de Clavecin, Premier Livre (1759)

La de Caze, La Segur, La Monmartel ou La Brunoys

 

L. SPOHR  (1784 – 1859) Sonata for Violin and Harp in B flat major, Op. 16  (1806)

Allegro, Adagio, Rondo (Allegretto)

 

Letture tratte dal carteggio Cosway-Jefferson

(cura di Tino Gipponi)

 

Organizzazione: Musicarte Spettacoli, col patrocinio del Comune di Lodi
In collaborazione con la Fondazione Maria Cosway

La biblioteca personale di Thomas Jefferson in Virginia permette di dare uno sguardo alla musica da lui eseguita sul violino, e denota un chiaro gusto per la musica degli antichi maestri barocchi, compreso Corelli e Vivaldi.
Durante la sua permanenza in Europa, Jefferson entrò in contatto con diversi musicisti della sua generazione, compresi l'arpista e compositore Jean-Baptiste Krumpholtz e Madame Krumpholtz, citati successivamente in una lettera dall'America per l'invenzione da parte di Jean-Baptist della pedaliera per l'arpa.
L'arpa a movimento semplice era uno strumento molto popolare alla fine del 18° secolo particolarmente in Francia dove lui era diplomatico. Durante il suo soggiorno parigino le sue  figlie presero lezioni di musica dal rinomato organista Balbastre.
Da non dimenticare che Jefferson era schermidore e le connessioni tra musica e scherma sono maggiori di quanto ci si potrebbe aspettare. Arco e spada di fatto hanno qualche cosa in comune. Tartini stesso era maestro di scherma prima di essere il violinista rinomato che conosciamo. Il brano di Tartini ha come titolo Arte dell'arco e si riferisce alla padronanza nella sua gestione, necessaria per poter affrontare il pezzo, ed è basato sulla gavotta della sonata X di Corelli, anch'essa in programma.
Maria Cosway compose il brano in programma per clavicembalo e violino (arrangiate anche per arpa), come per suggellare  la sintonia con il suo violinista Thomas e idealizzare un'unione spirituale.
In quel periodo nuova musica veniva suonata, e la nuova scuola violinistica di Spohr si faceva avanti.

 

 

RisuonArte. L'eco dei luoghi
mercoledì 10 settembre 2014, ore 21
Tempio civico dell'Incoronata
(Via Incoronata 25, Lodi)

  

I MAESTRI DI CAPPELLA IN LOMBARDIA
FRA '500 E '600 

 

lux vivens

ENSEMBLE LUX VIVENS
 

Soprani – Contralti
Julia Berger, Stefania Bocchi, Mariantonia Bombardieri, Giulia Piemonti, Sabrina Pollorsi, Francesca Provezza, Mirella Scaglia, Silvia Scaglia

Controtenori – Tenori - Bassi
Ciro Aroni, Teo Aroni, Fabio Belluti, Roberto Bottino, Giuseppe Leandri, Alessandro Simonato, Filippo Tuccimei

Campane di cristallo di rocca  Giuseppe Olivini

Direzione Artistica  Patrizia Maranesi
 

 O Nata Lux
La Metafisica della Luce nella Polifonia Tardo Rinascimentale
Compositori Europei del XVI Secolo


O nata lux   Inno Gregoriano per la Festa della Trasfigurazione
O nata lux  (Thomas Tallis,  Greenwich 1505 ca - 1585) - Inno a 5 voci
Salva Nos  Antifona Gregoriana
Nunc Dimittis Cantico Gregoriano di Simeone
Hodie Beata Virgo Maria Antifona Gregoriana
Magnificat Cantico Gregoriano di Maria
Lumen ad  revelationem (William Byrd, Lincolnshire, 1539 ca – Stondon Massey 1623)
Inno per la Festa della Purificazione
Christe qui lux es et dies (Robert White, Londra, 1538 ca – 1574)
Inno di Compieta per il Periodo Quaresimale
Veni, Sancte Spiritus  Sequenza gregoriana di Pentecoste
Veni, Sancte Spiritus
(Giovanni Pierluigi da Palestrina, Palestrina 1525 ca – Roma 1594)
Mottetto a otto voci
Si quis diligit me Antifona Gregoriana
Magnificat Cantico Gregoriano di Maria
Veni Creator Spiritus Inno Gregoriano di Pentecoste
Veni Creator Spiritus (Luis Thomas De Victoria, Avila 1548 ? – Madrid 1611) Inno a quattro voci
Christus Jesus Slendor Patris (Luca Marenzio, Coccaglio - Brescia 1553 – Roma 1599)
Mottetto per la Festa della Trasfigurazione
O Oriens Antifona Gregoriana per l’Avvento
O Oriens, Splendor Lucis Aeterne (Carlo Gesualdo da Venosa, Venosa 1566 – Gesualdo 1613)
Sacrae Cantiones per sei voci
Hodie Christus natus est Antifona Gregoriana
Magnificat Cantico Gregoriano di Maria
Hodie Christus natus est (Giovanni Gabrieli, Venezia 1555 – 1612) - Mottetto a otto voci
Vespere autem sabbati Antifona Gregoriana
Magnificat Cantico Gregoriano di Maria
Aurora lucis rutilat Inno Gregoriano per la S. Pasqua


Nel concerto - meditazione verranno eseguiti alcuni capolavori musicali della polifonia tardo – rinascimentale europea, attingendo nel repertorio irradiato dalla tematica della Luce, intesa come fonte metafisica di illuminazione, nel senso spirituale di rivelazione divina.
Il canto gregoriano rappresenta il filo di congiunzione tra i vari brani ed è anche il motivo ispiratore delle varie composizioni musicali proposte.
Il succedersi dei canti sarà accompagnato dagli armonici delle campane di cristallo di rocca che, in forma sperimentale, ne esalteranno i momenti musicali più intensi e significativi e le descrizioni testuali più elevate.
L’ascoltatore è invitato a ricevere la musica in uno stato di fruizione libero, cercando di espandere la propria coscienza oltre i limiti fisici e di abbandonarsi in uno stato di meditazione profonda e consapevole.

 

 

RisuonArte. L'eco dei luoghi
mercoledì 3 settembre 2014, ore 21
Fondazione Maria Cosway, Sala della musica
(Lodi, via Gorini 6. Ingresso da Piazza Zaninelli)

  

PIECES DE VIOLES 

 

gini

Roberto Ginibasse de viole
Marco Angilellabasse de viole
Sara Dieci, clavicembalo
programma_gini
clicca sul programma per ingrandirlo
Organizzazione: Laboratorio Nautilus di Maria Notarianni; Libreria Sempreliberi
 
In collaborazione con la Fondazione Maria Cosway

Del concerto del 3 settembre Gini scrive: "Letteratura e cinematografia influenzano il pubblico sulla vita e sulle opere dei grandi artisti, a volte in modo tanto romanzato da essere lontanissime dalla realtà storica. A questo si aggiunge la distanza che comunque ci separa dal linguaggio delle musiche del passato e dall’estetica degli strumenti per le quali queste musiche sono state concepite. Il clavicembalo, la viola da gamba e gli strumenti della famiglia del liuto sono legati ad un mondo che è andato scomparendo a causa del mutamento del gusto e dai grandi sconvolgimenti politici. Gli altri strumenti, come gli archi o gli strumenti a fiato che vediamo sempre nelle nostre orchestre, hanno continuato il loro cammino fino all’età moderna, cambiando certe caratteristiche a seconda delle epoche che in più di duecento anni, dalla Rivoluzione francese in poi, si sono susseguite con contesti estetici, espressivi e tecnici molto differenti. La riscoperta della viola da gamba rappresenta il recupero di un suono particolare e, appunto, dell’estetica peculiare di questo strumento. Il nostro primo sforzo è quello di cercare di capire proprio il suono che autori quali Marin Marais e François Couperin evocano attraverso le loro composizioni senza farci influenzare da agenti estranei o da preconcetti che appartengono alla nostra moderna sensibilità: ad un’idea tutta nostra degli autori, delle musiche, della stessa voce dello strumento, condizionata da tutti quei fattori estetici (anch’essi moderni) che tendono a ricostruire un’epoca passata attraverso la sua immagine di facciata più che sulla verità sostanziale. In questo caso il rischio che corriamo è di travisare un linguaggio adattandolo al nostro tempo, forzando sia il testo musicale sia il suono dello strumento. È una mancanza di fiducia, da parte nostra, nella musica così com’è; oppure un timore che questa non sia sufficiente ad esprimere il nostro narcisistico desiderio di espressione e a soddisfare le aspettative degli ascoltatori. Eppure, se ricerchiamo il suono che i compositori stessi hanno immaginato scrivendo frasi e passaggi in regioni dello strumento ora chiare e sonore, ora cupe e soavi, non solo recuperiamo un linguaggio sempre attuale, anche se apparentemente lontano dal nostro, ma ci lasciamo guidare alla scoperta della vera anima dello strumento a cui dedichiamo il nostro studio e la nostra ricerca."

 



 
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB