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recensione del cd Quartiron sul trimestrale "seicorde"

 

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Appuntamenti Musicarte
Indice articolo
Appuntamenti Musicarte
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Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 15 giugno 2014
Maleo, Chiesa dell'Annunciata
maleo

 

Ore 15,30 visita guidata alla Chiesa dell'Annunciata (Via Manfredi)
Ore 16,15 concerto presso la Chiesa dell'Annunciata
:

  

...IL FIN, LA MERAVIGLIA... 

 

affetti

Ensemble degli Affetti
Andrea Marmoleio,  violino
Sergio La Vaccaraviolino
Barbara Bertoldi, violoncello
Maurizio Piantelli, tiorba
Vittorio Zanon, clavicembalo

  

Andrea Falconiero  (1585-1656)

Sinfonia II

Folias echa para mi señora Doña Tarolilla de Carallenos

Passacalle

dal “Primo Libro di Canzone, Sinfonie, Fantasie” (1650)

-

Girolamo Frescobaldi  (1583-1643)

Canzon SecondaLa Henricucciada ‘Canzoni da sonare’ - Libro primo (1634)

Canzon IV dal ‘2° Libro di Toccate d’intavolatura di cembalo e organo’ (1637)

-

Marco Uccellini  (1603-1680)

Sonata XXVI “La Prosperina

da ‘Sonate, Correnti et Arie’ op.4 (Venezia 1645)

-

Domenico Gabrielli  (1655-1690)

Sonata à Violoncello solo con il basso continuo in sol magg (1687)

-

Arcangelo Corelli  (1653-1713)

Sonata XII Ciaccona

da ‘Sonate da Camera a trè’ op. 2 (1685)

   
Ensemble degli Affetti composto da due violini, violoncello e organo/clavicembalo e tiorba, è nato grazie all’intento comune dei componenti di approfondire il repertorio musicale del XVII e XVIII secolo insieme alla prassi esecutiva dell’epoca e con gli strumenti originali, con particolare attenzione alla produzione italiana. Nel periodo tra '500 e '600 la teoria musicale identificava ogni affetto, ogni diverso stato d'animo (es. gioia, dolore, angoscia), con specifiche figure musicali definite figurae o licentiae. Tali raffigurazioni si caratterizzavano da anomalie nel contrappunto, negli intervalli e nell'andamento armonico, appositamente inserite per suscitare particolari e intense suggestioni. La musica ha quindi il potere di ricreare vere e proprie figure retoriche, volte a suscitare nell’ascoltatore emozioni di svariata natura..
Proporre questo tipo di musica eseguita con la giusta consapevolezza, comporta un’indiscutibile piacevolezza nell’ascoltatore. La scrittura musicale assume infatti un andamento imprevedibile, caratterizzato dalle sfumature più diverse e inaspettate.
Il Quartetto degli Affetti formatosi nel 2010 e si è esibito in numerose stagioni concertistiche in Trentino-Alto Adige e non solo.
Ha partecipato inoltre a Festivals organistici (Tires -BZ- e Bolognano d’Arco -TN-), alla rassegna de “I Pomeriggi Musicali” di Lugano (CH) e alla Stagione de “I Virtuosi Italiani” presso la Chiesa della Pietà di Venezia.
L’incisione live di un concerto si è classificata nell’anno 2011 e nel maggio 2013 nella Top 10 della Radio Americana “Classic Music Discoveries”.
Ogni componente del Quartetto porta la propria esperienza da partecipazioni in formazioni che vanno dal duo al settimino, a Festival importanti quali: Settembre Musica, Festival Mozart, di Barga, di Digione, Strasburgo, San Sebastian e ancora, collaborazioni con Orchestre prestigiose: Virtuosi Italiani, Orchestra della Rai e Orchestra Haydn; con solisti di fama internazionale: Arvo Part, Michael Radulescu,, Stephan Picard, Giuliano Camignola e Christopher Stembridge e Stefano Veggetti; incisioni discografiche per la Sipario, Stradivarius, Dynamic, Fonè e Bongiovanni Arts. e ancora I Solisti della Cappella Mauriziana di Milano, l’Alessandro Stradella Consort di Genova, Il Conserto Vago (dir. Massimo Lonardi), Sacro & Profano, Accademia Serenissima di Venezia, Cappella Leopoldina di Graz, Ensemble Chiaroscuro (dir.Nigel Rogers), Tolzenknabenchor, Orchestra della Radio Svizzera di Lugano (dir.Diego Fasolis), Accademia degli Invaghiti di Mantova, I Solisti Veneti, Orfei Farnesiani, Orchestra barocca "La Calandria" di Pesaro, Accademia del Ricercare di Torino, Ensemble More Maiorum (dir. Peter Van Heyghen), Concerto Romano (dir. Alessandro Quarta), Delitiae musicae (dir. Marco Longhini), L’Astrée), Academia Montis Regalis (dir. Alessandro De Marchi), Concerto Italiano (dir.Rinaldo Alessandrini) , Ensemble Durendal di Pamplona (dir. Sergio Barcellona ), RecitarCantando di Pesaro, NovArt Baroque Ensemble , Accademia del Santo Spirito di Torino , Ensemble Cordia
I suoi musicisti inoltre sono tutti impegnati in attività didattica presso Conservatori italiani, Scuole di Musica e come maestri preparatori di Orchestre giovanili.
Nell’estate del 2012 l’ensemble è stato impegnato in esibizioni concertistiche presso il Chiostro di Santa Caterina di Treviso, e la Chiesa di San Vigilio a Soligo per Asolo Musica e ancora a ottobre 2012 per il Festival Organistico Internazionale “Città di Treviso e della Marca Trevigiana”.
Il Quartetto ha commissionato di recente un’opera a Marcello Fera, “Scherzi con Claudio”, eseguito lo scorso 14 aprile 2012 in prima assoluta all’Interno della rassegna “l’Eterno Presente.” Recentemente ha collaborato con il baritono Marco Scavazza nella rassegna “Note d’altri tempi”.
Nel giugno del 2013 ha suonato per il Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano e sempre nello stesso anno ha collaborato con Stefano Veggetti e l’ensemble Cordia di Brunico all’interno della rassegna “In suono veritas” in due concerti per l’anniversario di A. Corelli.

 

 

 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 8 giugno 2014
Mezzana Casati, Oratorio di San Pietro
mezzana casati

 

Ore 16 visita guidata all’Oratorio di San Pietro di Mezzana Casati (Via Noceto)
Ore 17 concerto presso l'Abbazia
:

  

LA TASTIERA E LA CORDA  

 

santa cecilia

Michelangelo Lapolla,  organo
Luciano Conca,  violino 

  

 A. Corelli (1653-1713)
Sonata in re minore op. 5 n. 7 (Preludio; Corrente; Sarabanda; Giga)
-
G. Frescobaldi  (1583-1643)
Toccata avanti la Messa (Missa Cum Jubilo In Festis B. Mariae Virginis)
Canzona Sesta (Secondo Libro)
Toccata per l’Elevazione (Missa Cum Jubilo)
-
D. Scarlatti (1685-1757)
Sonata in sol maggiore K. 328
-
A. Vivaldi (1678-1741)
Sonata in do maggiore op. 2 n. 6 (Preludio; Allegro; Presto)
-
I. Spergher (1734-1808)
Sonata in si bemolle maggiore
-
D. Cimarosa (1749-1801)
Sonata in do minore
Sonata in sol maggiore
-
G. Tartini (1692-1770)
Sonata in sol minore op. 1 n. 10 (Affettuoso; Presto; Allegro)
  

Michelangelo Lapolla, diplomato in Organo al Conservatorio di Brescia e in Clavicembalo al Conservatorio di Milano, ha studiato, rispettivamente, sotto la guida di Maurizio Ricci e Mariolina Porrà. Ha studiato Basso Continuo con Ottavio Dantone, Canto Barocco con Lavinia Bertotti e Strumenti a percussione con Carlo Rossi. Ha seguito corsi di perfezionamento e seminari tenuti dai più grandi specialisti. L’attività concertistica, in qualità di solista o come membro di orchestre e ensemble, lo ha portato a esibirsi in cattedrali, basiliche, santuari, teatri e sedi concertistiche in Italia, Francia, Svizzera, Germania, Croazia e a collaborare con musicisti quali G. Bezzina, G. Carmignola, P. Toso, E. Segre, A. Diaz, S. Gazzelloni, G. Banditelli, C. Gasdia, K. Ricciarelli, E. Dindo, D. Gavazzeni. Ha partecipato a registrazioni discografiche di musiche di Vivaldi, Haendel, G. B. Sammartini, Hasse, Cavalli. Con il “Complesso Barocco di Lodi”, da lui stesso fondato e diretto, propone pagine di musica antica secondo le relative prassi esecutive. A Lodi è organista dal 1977 nella Cattedrale e dal 1981 nel Tempio dell’Incoronata. E’ il presidente in carica dell’Associazione Musicale “F. Gaffurio” di Lodi. Dal 2001 al 2013 a Pioltello (MI), ha diretto il Civico Istituto Musicale “G. Puccini” nonché  le rassegne musicali promosse dal Comune. Insegna a Crema (CR) alla Scuola di Musica “C. Monteverdi”. E’ membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione “Amici della Musica A. Schmid” di Lodi.

Luciano Conca, nato a Lodi, ha completato gli studi musicali sotto la guida della Prof.ssa Tina Aliprandi, diplomandosi presso l’Istituto Musicale Pareggiato "G. Donizetti" di Bergamo. Ha partecipato successivamente a vari stage e corsi di perfezionamento cameristico tra i quali quelli di  Lanciano e Lerici. Ha studiato violino barocco con Nicholas Robinson raffinando così le modalità della prassi esecutiva della musica antica. Svolge attività concertistica in Italia e all'estero, collaborando con diversi gruppi cameristici ed orchestrali quali "La Camerata di Cremona", "L'Orchestra Filarmonica di Brescia" e "L'Orchestra Filarmonica Italiana". E' stato primo violino del gruppo da camera "Il Concerto Grosso" e del “Complesso Barocco dell’Accademia F. Gaffurio”. Laureatosi in Scienze dell'Informazione, ha collaborato con il "Laboratorio di Informatica Musicale" dell'Università Statale degli Studi di Milano riuscendo nell’intento di conciliare due discipline apparentemente distanti.
Attualmente insegna violino presso l’Accademia di Musica “F. Gaffurio" di Lodi.

 

 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 1 giugno 2014
Abbadia Cerreto, Abbazia Cistercense
abbadia cerreto

 

Ore 16 visita guidata all’Abbazia dei Santi Pietro e Paolo (Piazza della Vittoria).
Ore 17 concerto presso l'Abbazia
:

  

QUIS QUIS CORDIS ET OCULI...  

 

Abelardo ed Eloisa

Laus Concentus
Elsa Bossi,  voce recitante
Annamaria Calciolari, soprano
Maurizio Piantelli, oud, liuto e tiorba
Piera Rossi,  drammaturgia 

  

  Philip the Chancellor ?  (c.1160-70 – 1236) Testo di Pietro Abelardo
Quis quis cordis et oculi (Alterco fra il cuore e l’occhio)

Pietro Abelardo (Le Pallet, 1079 – Chalon-sur-Saône, 21 aprile 1142)
O quanta qualia

Anonimo ( Carmina Cantabrigensia)
Jam dulcis amica venito

Jean-Baptiste Lully (Firenze, 28 novembre 1632 – Parigi, 22 marzo 1687)
Se que me muero

Barbara Strozzi (Venezia, battezzata il 6 agosto 1619 – Padova, 11 novembre 1677)
Voglio morire

Anonimo (sec. XII)
Deus creator omnium / Conditor alme siderum

Francesco Spinacino (Fossombrone, XV secolo – Venezia, dopo il 1507)
Recercar

Anonimo (sec. XIII)
Anima mea

Letture tratte dalla corrispondenza epistolare fra Pietro Abelardo, Priore di Cluny, ed Eloisa, Badessa del Paraclito.
  

Abelardo (1079-1142) fu uno dei più grandi filosofi del Medioevo: grande innovatore, in contrasto con personalità forti come S. Bernardo, ebbe una vita molto travagliata; accusato di eresia, il suo libro condannato al rogo, cacciato o fuggito da più di un monastero, finì i suoi giorni a Cluny, stanco delle avversità vissute e delle ingiustizie subite. È celeberrima la sua storia d’amore con Eloisa. Divenuto magister a Parigi si innamorò di una sua giovanissima studentessa; quando la fanciulla rimase incinta Abelardo la sposò in segreto, giudicando le nozze incompatibili con la speculazione filosofica, ma lo zio di lei, Fulberto, divulgò la notizia: la coppia negò e si separò, Eloisa si ritirò in Argenteuil dove prese il velo e Abelardo, dopo essere stato evirato da alcuni sicari inviati da Fulberto, prese l’abito monastico, pur continuando ad insegnare e a studiare. Una volta ripresi i contatti con Eloisa, nel frattempo diventata badessa, le donò il Paracleto, un oratorio da lui fondato a Quincey, dove ella si ritirò con le sue monache e dove entrambi furono seppelliti. La leggenda narra che quando Eloisa morì, oltre vent’anni dopo, egli aprì le braccia per accogliere la sua amata compagna.
Malgrado la seduzione della sua personalità brillante, multiforme e provocatoria, malgrado ciò che la sua vita e la sua carriera rivelano dell’ambiente intellettuale del XII secolo, malgrado l’originalità quasi unica della sua autobiografia e il carattere romanzesco della sua esistenza e del suo temperamento, soprattutto se non ne dissociamo la straordinaria e fedele Eloisa, indubbiamente il personaggio di Abelardo non ci avrebbe lasciato una traccia abbastanza forte da diventare una luce dell’umanità passata. Ma c’è la sua opera, considerevole, di grande importanza per la storia della teologia, della filosofia e della vita intellettuale. Abelardo fu anzitutto un dialettico, un logico e un filosofo del linguaggio, il che lo rende un moderno. In una delle sue opere più celebri, il Sic et Non, si e no, egli fonda sulla contrapposizione tra un’affermazione teologica e il suo contrario una lettura storica dei testi. Nella sua Etica, ha formulato meglio e prima di ogni altro una morale dell’intenzione e una nuova concezione del peccato basata su questa intenzione. Di lui si può dire che apre la strada alle pratiche della confessione e dell’esame di coscienza, preparando la psicologia moderna e l’introspezione. Ha scritto anche uno straordinario Dialogo tra un filosofo, un ebreo e un cristiano che può essere considerato il primo tentativo di dialogo interculturale che preannuncia Raimondo Lullo, Niccolò Cusano. Egli sarebbe stato, così, un precursore dell’ecumenismo e della tolleranza moderna. Egli è stato il primo intellettuale moderno. Ha attratto attorno a sé allievi, discepoli. Ha praticato il diritto di espressione. Ha sempre fatto riferimento ai testi e alla ragione. a unito indissolubilmente la ricerca, la riflessione personale e l’insegnamento e persino la diffusione del proprio pensiero nella società.
Analogamente, l’amore di Abelardo e Eloisa è stato il primo esempio di amore moderno. Anzitutto, un amore folle nella carne e nello spirito, un amore di intellettuali che ha spinto Abelardo a sedurre Eloisa e i suoi studenti come autore di canzoni, tanto che si è visto in lui l’inventore della fin amors cortese. Fu vicino anche ai chierici vaganti, i Goliardi, le cui canzoni celebrano la donna, il vino, l’amore profano. Quanto a Eloisa, ella ha visto nel matrimonio un ostacolo alla vocazione intellettuale del filosofo innamorato.
Intellettuali, Abelardo e Eloisa lo sono stati fino a sfiorare il  ridicolo. Hanno dato a loro figlio il nome di Astrolabio.
Il romanticismo, nel XIX secolo, ha portato Abelardo ed Eloisa nella stessa tomba al cimitero Père-Lachaise a Parigi.
Già Villon, nel Quattrocento, aveva cantato il loro amore in versi indimenticabili:

  Dov’è la tanto dotta Eloisa
  Per cui fu castrato e poi monaco
  Pietro Abelardo a Saint-Denis
  Per questo amore ebbe questa sventura
  Ma dove sono le nevi di un tempo?

Le nevi di un tempo si sono conservate freschissime nella memoria, nella storia e nella poesia.


 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 18 maggio 2014
S.Stefano Lodigiano, Cascina Santa Maria
chiesa Assunzione S.Stefano

 

Ore 15,30 Inaugurazione dell'ex Cascina Santa Maria - Ore 16 Itinerario con visita guidata alla Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria e all’ex Cascina Santa Maria. In occasione dell’inaugurazione l'ex Cascina ospiterà la mostra di Ceramica Vecchia Lodi.
Ore 17.30 concerto presso l'ex Cascina Santa Maria
:

  

KOLYMBETRA

Musiche dal bacino del Mediterraneo

 
domo emigrantes

Domo Emigrantes
Stefano Torre  voce, chitarra, bouzouki, mandolino, fiati>
Filippo Renna  voce, tamburi a cornice, daff, darbuka, cajon e percussioni
Ashti Abdo  voce, saz, percussioni
Donato Pugliese  violino
Lello Laporta  fisarmonica
 

Il gruppo Domo Emigrantes nasce a Lodi nel 2009 dall'incontro di tre giovani con la passione comune per la musica popolare del Sud Italia e per le tradizioni musicali di tutto il mondo. Il repertorio comprende sia canti popolari di Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, sia danze folkloriche come tarantelle, pizziche, tammurriate, arricchite con elementi etnici e arrangiamenti originali; l’organico viene spessoampliato  col violino di Donato Pugliese, il saz e le percussioni di Ashti Abdo e l’apporto di altri musicisti e strumenti (contrabbasso, flauto, clarinetto, sax). A luglio 2011 è uscito il primo CD ed è in lavorazione il secondo, Kolymbetra.

kolymbetra

È da qualche tempo che i Domo Emigrantes hanno deciso di creare un nuovo progetto legato alla ricerca e al rilancio di alcuni pezzi in chiave “contaminata”; non solo la tradizione popolare del sud Italia che li caratterizza ma, nel loro repertorio musicale, sono presenti anche alcuni brani provenienti da altri paesi dell'area mediterranea.
Da questa idea nasce “Kolymbetra”, termine greco che indica un tipo di piscina dell’età romana che veniva utilizzata per effettuare giochi acquatici. Oggi è un sito archeologico ubicato nel cuore della Valle dei Templi ad Agrigento, proprio in Sicilia, una delle regioni  che caratterizza il gruppo dei  Domo Emigrantes.
La Sicilia, regione ricca di storia, conquiste e misticanze di cultura, è la Kolymbetra del Mediterraneo, proprio per la posizione morfologica, è riuscita negli anni a essere conquistata dai popoli e di conseguenza a “contenere” e “racchiudere” l’arte e la musica di questi ultimi, Paesi Arabi, Kurdistan, Turchia, Grecia, Paesi della Costa Adriatica, Spagna.
Con questo nuovo progetto, il gruppo vuole divulgare in chiave musicale la storia e le radici non solo del meridione italiano, ma di tutti i paesi bagnati da un mare che racchiude passione, arte, segreto e mistero dei secoli passati: il Mar Mediterraneo.

 

 

 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 11 maggio 2014
Orio Litta, Villa Litta-Carini
villa litta

 

Ore 15.00 Itinerario a piedi lungo la Via Francigena con visita guidata alla Grangia dei Benedettini. Percorso su strada sterrata (Km 4,5). Appuntamento alla Grangia, Via Valle
Ore 17.30 concerto presso Villa Litta
:

  

AMAN SEPHARAD

Musiche dalle comunità ebraiche del Mediterraneo

 
sensus

SENSUS 
Arianna Lanci  canto
Sara Mancuso arpa, clavicytherium, organo portativo

Marco Muzzati 
 salterio, percussioni

 

Por que llorax (Andalusia)  ballata tratta da quattro romances spagnoli del XIV sec., sulla storia del conte Dirlos che abbandonò moglie e figli per andare in guerra. 

Nani nani (Spagna)  ninna nanna / ballata che tratta della gelosia di una donna per il marito. 

Ay que buena que fue la Hora (Bulgaria)  canto per matrimonio: “oh, che bella quella danza in cui vi feci la mia promessa di matrimonio”. 

Cantar del Saidi (Tetuàn - nord Marocco)  ballata che narra di una fanciulla innamorata del valoroso Cid Campeador. 

La Galana y el mar (Salonicco - Grecia)  canto di matrimonio; esaltazione della bellezza e delle doti della sposa. 

Durme durme (Turchia)  ninna-nanna; amorevole canto in cui la madre enumera le tappe di crescita della figlia fino a che anch’essa avrà dei figli. 

Avrix mi galanica (Mediterraneo orientale)  canto d’amore; nel divertente testo i due giovani innamorati cercano un modo per stare assieme senza essere scoperti dai parenti della ragazza. 

Noches, noches (Sarajevo - Bosnia)  ballata; struggente canto alla notte.  

Salgash Madre (Bulgaria)  canto per matrimonio; la madre dello sposo è angosciata dall’arrivo della futura nuora, che le porterà via il figlio, ma infine esalta la sposa e l’accoglie con grande confidenza. 

Esto quen lo culpa (Turchia)  canto sociale; canto che in tono “scherzoso” tratta di una gravidanza indesiderata. 

Buenas noches Hanum Dudu (Salonicco - Grecia)  canto d’amore: una serenata tra innamorati.

 

sepharUn languido addio, un dolce lamento, felicità velata di malinconia, è questo il volto della musica sefardita. Canti femminili, tramandati da madre a figlia, come la stessa discendenza ebraica. Musica profana di tradizione orale, di cui non conosciamo gli autori né l’esatta origine ma che, migrando, porta con sé la voce e il cuore delle genti che dalle coste iberiche si dispersero per tutto il Mediterraneo fino a spingersi nei lontani Balcani.
La musica sefardita è infatti la musica degli ebrei cosiddetti “spagnoli”, giacché Sepharad è l’antico nome della Spagna, loro terra di origine, e raccoglie il commiato che quel popolo affida alla memoria di questi antichi canti. Lo struggente richiamo dell’amato o il suo addio, la ninna-nanna per il bimbo o il pianto funebre e finanche la canzone da matrimonio, lieta e mesta per la partenza dei figli dalla casa materna, tutto si racchiude in un lamento: “Aman”. Parola che come una cantilena inanella dolci e tristi pensieri per tutto ciò che è transitorio, in questa effimera esistenza.

Aman Sepharad, ahi Spagna addio: a seguito del movimento denominato Reconquista, che culmina con la liberazione di Granada e quindi di tutto il suolo iberico dal dominio arabo, nel 1492 con un editto di espulsione, i re cattolici Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia cacciano gli ebrei dalla Spagna. È il “Gerush Sepharad”, espulsione che segna una nuova diaspora. Le comunità sefardite si stanziano così nel nord Africa, in Turchia (accolte dal Sultano ottomano Bayezid II) e in vari stati del continente europeo come l’Italia, la Grecia, la Bulgaria o la Bosnia, cosicché Salonicco, Livorno, Istanbul, Sofia e Sarajevo divengono importanti centri culturali sefarditi. Matrice comune a questi popoli così lontani tra loro sono proprio la lingua e la musica. Molto evidenti sono le influenze derivate dalla terra di origine, infatti queste musiche cantate in judezmo (o ladino), una sorta di antico castigliano infarcito di parole incontrate “strada facendo”, riecheggiano di sonorità dal sapore arabo-andaluso.
Tuttavia il popolo ebraico seppe pur sempre adeguarsi alle nuove realtà ed infatti tra le varie comunità troviamo piccole varianti dovute all’influenza delle lingue locali, come testimoniano ad esempio la haquitía nel nord Marocco, o il bagitto livornese.

La musica sefardita, proprio per le sue melodie dal sapore arcaico e dal calore assolato che trasmette, si contrappone nettamente al più conosciuto ed irruento Klezmer askenazita, di origine nord est europea, cantato in yiddish, crogiolo di lingue tra il tedesco e lo slavo.
Queste donne modulano un canto di pace, pace interiore e tra le genti, una pace perduta e mai più ritrovata. Come un soffio melodico si alza allora il nostro Aman Sepharad. Ma tutto ciò che si racconta e si canta è ormai passato e non tornerà: a noi resta il suo triste sorriso.

 

 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 4 maggio 2014
Caselle Landi, Chiesa dell'Assunzione
caselle chiesa BVM

 

Ore 16.00 Itinerario con visita guidata a Palazzo Landi, al Castello Landi e alla Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (appuntamento alla Chiesa, P.zza Mons. Mezzadri)
Ore 17.30 concerto presso la Chiesa
:

  

ALLORA CHIUDI GLI OCCHI...

 

arparla

ArParla
Davide Monti, violino
Maria Christina Cleary
, arpa classica
 
Louis Spohr (1784 – 1859)  Sonata concertante op.115
(Allegro - Larghetto - Rondo)

Jean-Baptiste Krumpholtz (1747 – 1790)  Sonata I Mib maggiore op.3
(Allegro - Adagio - Tempo di Minuetto)

Spohr/Mozart  Sonata concertante op.114
(Andante: Potpourri sui temi del Flauto Magico di Mozart)

La fine del settecento e inizio dell'ottocento vedono fiorire la musica da salotto ed in particolare modo la musica per arpa, composta per il diletto dell'aristocrazia ma anche della nuova borghesia che iniziava ad avere ora più possibilità, se non altro di possedere strumenti delicati e costosi come l'arpa.
Viene scritta molta musica ma i livelli più alti vengono sicuramente raggiunti da personaggi del calibro di Spohr e Krumpholtz. Da notare la sonata di Spohr op.114 composta sui temi amorosi del Flauto Magico, come per onorare il suo rapporto affettivo e musicale con la moglie arpista Dorette Scheidler.
Inoltre le sonate di Spohr sono composte per avere il violino che suona con il La a 440 Hz, (e quindi in Sol magg. e in Re magg.) mentre l'arpa suona accordata con il La a 415 Hz, ovvero un semitono più in basso (e quindi in tonalità di  La b magg. e in Mi b magg.) in modo da sfruttare maggiormente la risonanza tipica di ogni strumento e per non sottoporre l'arpa al rischio di rottura della struttura e delle corde causato dalla maggior tensione e dagli spostamenti non sempre in condizioni agevoli per lo strumento.


L’ensemble ArParla nasce dal desiderio di parlare con la musica, utilizzando le sonorità raffinate e delicate dell’arpa di Maria Christina Cleary, e le potenzialità espressive del violino di Davide Monti, secondo la prassi esecutiva storica. Il repertorio si focalizza particolarmente su due periodi storici in cui la coppia di strumenti rende in maniera eccellente la sintesi dell’estetica musicale dell’epoca: il primo barocco (XVII sec.) e il passaggio tra classicismo e romanticismo (fine 1700 e inizio 1800). Con energia ed entusiasmo l’ensemble si è esibito raccogliendo larghi consensi da un pubblico molto variegato, in diverse parti del mondo, portando un messaggio musicale trasversale recepito al di là delle culture, della lingua e dello stato sociale. Grazie alla loro carica comunicativa sono stati applauditi in diverse parti del mondo, in Europa (Italia, Germania, Francia, Irlanda, Olanda, Belgio, Grecia, Rep. Ceca, Polonia) come in Canada, Giappone, Uganda e Australia, proponendo la loro musica sia in festival (Festival Montréal Baroque in Canada, Aqua Musica ad Amsterdam, Rethymno Reneissance Festival a Creta, e Itineraire Baroque a Bordeaux, Woodend Winter Arts Festival, Mazovia Goes Baroque Warsaw, Muzyka w Raje Paradyz), lavorando in collaborazione con organizzazioni internazionali come l'ONG italiana COOPI, con la Fondazione Menuhin, così come per alcuni istituti universitari (Makerere University, International University of Kampala) e scuole di musica (Africa Institute of Music, Scuola Primaria di Liegi). Hanno svolto attività didattica in Conservatorio (Guildhall of Music London, Conservatorio di Padova, Vicenza, Vienna) e in Corsi di Perfezionamento (Corinaldo, Tokyo, Dacice, Melbourne, Perth, Brisbane, Singapore, Flagey) nella prassi esecutiva antica. In un CD edito dalla Stradivarius hanno registrato le sonate per violino e arpa di L. Spohr, in prima assoluta su strumenti originali. In un secondo CD sono invece raccolti brani tra i più significativi del XVII secolo, da Marini a Pandolfi-Mealli, Selma, Uccellini, Frescobaldi, Merula, e Fontana, frutto di un interessante lavoro di ricerca espressiva ed accademica nel campo della retorica musicale. Entrambi i CD hanno ricevuto eccellenti critiche per la freschezza dell'esecuzione e l'innovativa concezione estetica.
 

 

 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 13 aprile 2014
Ospedaletto Lodigiano, Abbazia dei SS Pietro e Paolo
abbazia ospedaletto

 

Ore 15.30 visita guidata all'Abbazia dei Santi Pietro e Paolo
Ore 16.30 concerto presso l'Abbazia
:

  

STABAT MATER

 

abbazia ospedaletto

LAUS CONCENTUS
E
lena Bertuzzi, soprano
Maurizio Pia
ntelli, tiorba
Maurizio L
ess, viola da gamba

 

Lucrezia Vizzana (1590 – 1662)  Ave stella mattutina

Johannes Jeronymus Kapsberger (Venezia, 1580 circa – Roma, 1651)  Sarabanda

Claudio Monteverdi  (Cremona, 1567 – Venezia, 1643)  O quam pulchra es

Silvestro Ganassi (1492 – …)  Recercar

Tarquino Merula (Busseto, 1595 – Cremona, 1665)  Canzonetta spirituale sopra la Nanna

Gerolamo Frescobaldi (Ferrara, 1583 – Roma, 1643)  Canzone VII

Francesca Caccini (Firenze, 1587 – Lucca o Firenze, 1640)  Maria dolce Maria

Anonimo  Romanesca

Giovanni Felice Sances (Roma,1600- Vienna, 1679)  Stabat Mater

Il culto di Maria madre di Gesù ha origini remote, probabilmente risalenti alla chiesa primitiva. Un'antica tradizione cristiana narra che, laddove sorge la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, un tempo sorgeva la "casa di Maria". Sotto la Basilica ricerche archeologiche hanno condotto alla scoperta di  una costruzione rurale sulla cui parete sono stati ritrovati graffiti in lingua greca risalenti al II secolo, nei quali è scritto: "Luogo sacro a Maria" e "Kaire Maria". È venerata come "Santissima Madre di Dio" dai cattolici e dagli ortodossi (che la onorano del titolo di Θεοτόκος, (Theotókos, "Madre di Dio"). Le è dedicata una sura nel Corano ed anche per l'Islam la sua maternità è misteriosa.
La Chiesa latina, come anche le chiese orientali, ha sviluppato il culto per Maria sia nella liturgia che nella devozione privata, così come nella musica , dove numerosissimi, attraverso i secoli, sono gli esempi di compositori che hanno dedicato le loro opere,soprattutto messe e mottetti,  al nome di Maria.
Ma è nel ‘600 che l’ampiezza del culto Mariano raggiunge forse il suo culmine che , come afferma il Guarini, “si propone di innestare ed accendere di nuovo nei petti nostri l’antica devozione di questa Madre d’Iddio quasi del tutto divelta e spenta” e addirittura Campanella giunge ad affermare :“bisogna che in questo tempo sia riconosciuto e cantato il meraviglioso modo di redenzione nella Madre di Cristo da parte di tutti gli ordini religiosi e perfino dalle nazioni umane, come ella ha profeticamente cantato: Ecco, da ora tutte le generazioni mi chiameranno Beata
Quindi anche la musica subisce il fascino della “Madre d’Iddio” e i maggiori compositori del primo barocco ci forniscono esempi che, totalmente ispirati dall’immagine di Maria, costituiscono un quadro del livello compositivo raggiunto da autori come Claudio Monteverdi e il suo “Vespro della Beata Vergine”. Ma anche Tarquinio Merula, nella sua intimissima “Canzonetta sulla ninna nanna”, ci riporta ad una visione familiare ed intima , anche dolorosa  ma non priva di speranza. Un capitolo a parte meriterebbero le donne compositrici come Lucrezia Vizzana e Francesca Caccini, relegate in un mondo , quello dei musici e compositori, prettamente maschile, ma non per questo inferiori ai loro “colleghi” uomini. In particolare la Caccini, apprezzata per le sue doti musicali, non meno che per l'avvenenza, fu una donna di alto ingegno e di grande cultura, che emersero anche nella sua attività di poetessa. La sua “Maria dolce Maria” è l’esempio di come abbia ereditato la capacità di descrivere gli “affetti” in musica da suo padre, Giulio, maestro del “recitar cantando”. Lo “Stabat Mater”, una preghiera - più precisamente una sequenza  cattolica del XIII secolo attribuito a Jacopone da Todi ( ma la questione è controversa) è stato messo in musica innumerevoli volte, forse il più famoso quello di Giovanni Battista Pergolesi. Ma anche Giovanni Felice Sancez, con il suo “basso cromatico ostinato” riesce ad intensificare, plasmare ed attarre al senso del dramma che il testo trasmette all’ascoltatore, con la grande ed inarrivabile maestria che i compositori del ‘600  avevano fatto propria.
Maurizio Piantelli

L’ensemble vocale e strumentale Laus Concentus (che prende il nome dall’antica Lodi), è un gruppo di musica antica fondato nel 1992 dal liutista Maurizio Piantelli e che fa riferimento all’Associazione Culturale Musicarte della stessa città. Il gruppo, ad organico variabile, utilizza strumenti originali e loro copie, eseguendo con una prassi esecutiva filologica un repertorio che va dal periodo tardo medioevale al rinascimento e barocco. La tipicità del gruppo è quella di elaborare programmi musicali "ad hoc" sulla storia, architettura e ambientazione dei diversi luoghi dove viene chiamato ad operare. Questa sua caratteristica, fondata su un'ampia e approfondita ricerca musicologica, lo ha portato negli ultimi anni ad esibirsi con successo in alcuni dei luoghi più belli del patrimonio culturale italiano.
Il Laus Concentus è chiamato regolarmente a partecipare a importanti festival nazionali ed internazionali, dal Guatemala alla Lituania, e recentemente ha suonato all’Hermitage di San Pietroburgo e alla Royal Con
cert Hall di Glasgow.

Elena Bertuzzi, soprano, diplomata in canto lirico al Conservatorio F. E. Dall’Abaco di Verona, ha conseguito il titolo superiore in Canto rinascimentale e Barocco al Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, con il massimo dei voti e la lode ed una Tesi sui Lamenti italiani del XVII secolo. Nel 1996 ha vinto il primo premio del concorso indetto dall’Accademia Filarmonica di Verona.
Ha tenuto numerosi concerti, come solista e in formazioni da camera, collaborando con orchestre e gruppi specializzati, in Italia e all’estero, partecipando a importanti festivals musicali; ha lavorato con direttori come E. Inbal, J. Tate, U. B. Michelangeli, T. Koopman, S. Kuijken, Peter Phillips.
Ha partecipato ad allestimenti di opera e oratorio di autori quali: Monteverdi; Cavalli; Provenzale; Legrenzi; Vivaldi; A. e D. Scarlatti; Jommelli; Pergolesi; Bach; Galuppi; Paisiello; Mozart; Lucchesi. Ha registrato per RAI Radio 3 (Italia), WDR (Germania), BRT3 Clara (Belgio), ORF1 (Austria), Polskie Rad
io 2 (Polonia), KRO Radio 4 (Olanda), ABC Ballarat (Victoria, Australia).
 

 

Il Lodigiano e i suoi tesori
domenica 30 marzo 2014
Cavacurta, Chiesa di San Bartolomeo
convento_cavacurta

Ore 15.30 visita guidata alla Chiesa di San Bartolomeo, all'ex convento dei Padri Serviti e al museo "Bonum Comedere". Ore 17.00 concerto presso la chiesa di San Bartolomeo:

 

VITA DE LA MIA VITA
Ricercari, danze, madrigali e canzoni

 

4tto_liuti
 
Quartetto di liuti da Milano
Emilio Bezzi
Renato Cadel
Elisa La Marca
Giulia La Marca
Liuti rinascimentali
 
Anonimo sec. XVI,  La Cornetta Pavana
Jacob Arcadelt (1504/5-1568),   Il bianco e dolce cigno
Giulio Segni da Modena (1498-1561),   Ricercare
Francesco da Milano  (1497-1543),   La Spagna a due liuti
Giovanni Giacomo Gastoldi (1555 ca.-1609),    Vita de la mia vita - Lo sdegnato
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Gioseffo Guami (1560-1627),  La Lucchesina
Luca Marenzio (1553 ca.-1599),  Occhi dolci e soavi
Giulio Segni da Modena,  Ricercare
Anonimo sec.XVI,  Gagliarda La Traditora
Adriano Banchieri (1568-1634),  Felice chi vi mira
Giovanni Giacomo Gastoldi,  Il Ballerino
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Ludovico Grossi da Viadana (1560 ca.-1627),  La Fiorentina
G. Pierluigi da Palestrina (1525/6-1594),  Ahi che quest'occhi miei
Giovanni Maria Nanino (1544 ca.-1607).  Uno spirto celeste
Francesco da Milano,  Canone a due liuti
Hieronimus Parabosco (1524 ca.-1577),  Ricercare su Da Pacem Domine
Giorgio Mainerio (1535-1582),  Ballo francesce
   

Alla fine del Rinascimento italiano, si assiste a un importante sviluppo della musica strumentale. Tale processo si attua principalmente lungo due vie: da un lato, come imitazione della musica vocale nella prassi strumentale – ovvero raddoppiando o sostituendo con gli strumenti le voci cantate di un brano polifonico; dall’altro, attraverso la scrittura sempre più matura di forme propriamente strumentali.
Lo studio delle fonti mostra che il liuto è stato un importante protagonista della maturazione del linguaggio strumentale, sviluppando fin dagli inizi del secolo un proprio repertorio. Il suo ruolo tuttavia non è legato esclusivamente all’ampia letteratura solistica. Il liuto infatti è sempre stato suonato anche in ensemble, non solo in veste di strumento accompagnatore. Il consort di liuti è il contesto dove possono meglio emergere tutte le potenzialità dello strumento: in un gruppo di soli liuti, esso è sia strumento solista che accompagnatore e concertante.
La scelta di eseguire a quattro liuti questo repertorio vuole essere un invito ad ascoltare la musica rinascimentale da una prospettiva del tutto particolare e poco praticata ai giorni nostri. Il colore del quartetto di liuti offre al pubblico odierno una ricostruzione sonora degli ambienti più riservati dei palazzi antichi, dove il liuto era uno degli strumenti più amati.
Oltre a composizioni proprie del repertorio liutistico, il programma di questo concerto comprende ricercari e danze composti per ogni sorta di stromenti, nei quali la scelta degli strumenti è lasciata agli interpreti stessi. I brani di Viadana e di Guami sono tratti dal repertorio strumentale per doppio coro, tipico della tradizione veneziana. Infine, accanto a questo repertorio scritto per soli strumenti, il programma comprende l’esecuzione strumentale di musica vocale profana. Madrigali, canzonette e villanelle, infatti, non erano riservati esclusivamente ai cantanti, ma era anche pratica comune suonarli senza le voci. Anche senza testo, il raffinato impianto contrappuntistico di un brano vocale esprime da solo il clima della composizione mettendo in risalto i contenuti musicali più intimi. Nell’esecuzione strumentale è inoltre possibile sviluppare il materiale melodico attraverso l’arte della diminuzione, ovvero l’ornamentazione e la variazione della melodia originale. Questa pratica improvvisativa fu molto utilizzata per valorizzare le possibilità espressive proprie di ogni strumento, fino a raggiungere alti livelli di virtuosismo.
L’arte della diminuzione può essere considerata come un elemento di “manierismo musicale”, intendendo la “maniera” come ripetizione esasperata di un modello formale. Il paragone con il manierismo, lo stile pittorico dominante dell’epoca, può essere una chiave per interpretare vari aspetti del gusto musicale della fine del Cinquecento. La nuova generazione di pittori guardava alle opere di grandi maestri come Raffaello e Michelangelo quali modelli iconografici assoluti, a partire dai quali attuare delle sperimentazioni volte alla creazione di opere nuove, ricercando in modo speciale una resa più viva delle passioni. Similmente, i nuovi compositori scrivevano studiando lo stile della generazione precedente dando così vita a uno stile diverso e originale, caratterizzato dalla ricerca di un’espressione più immediata degli affetti. Si nota così la ricchezza espressiva di un’età di passaggio, dove il richiamo all’antico si unisce alla ricerca sempre presente dell’espressione delle passioni umane.  (Renato Cadel)

Il Quartetto di Liuti da Milano è formato dai liutisti Emilio Bezzi, Renato Cadel, Elisa e Giulia La Marca. Il gruppo si propone di approfondire il repertorio del Rinascimento e del primo Barocco italiano, attraverso un attento lavoro di ricerca sulle fonti originali e sulla prassi esecutiva dell’epoca. Il repertorio del Quartetto spazia così dalla letteratura propriamente liutistica (con una particolare predilezione per Francesco da Milano), alle musiche composte “per ogni sorta di stromenti”, nonché l’esecuzione strumentale del repertorio vocale.
Il Quartetto ha debuttato nel 2012 nella rassegna concertistica curata dalla Fondazione Marco Fodella, ottenendo un immediato consenso da parte della critica. Si è scritto dell’ensemble: «suona con personalità e con la padronanza che può soltanto venire da una approfondita cognizione di causa. Quando la musica arriva al pubblico con questa vividezza e qualità espressiva significa che gli interpreti hanno proprio colto nel segno» (Amadeus).
Lo scorso giugno, il gruppo ha inciso il suo primo disco, dedicato alla musica del secondo Rinascimento italiano.

 



 
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